Luca Argentero in queste settimane è protagonista della prima serata del giovedì di Rai 1 con la fiction Doc-Nelle tue mani. L’attore piemontese in questi giorni è approdato in televisione anche nelle vesti di testimonial di quattro spot per l’azienda molitoria Molino Casillo che presentano al pubblico la nuova gamma di farine e semole. Per l’occasione, l’artista 42enne ha parlato all’Ansa del suo rapporto con la cucina.

L’ex concorrente del Grande Fratello ha svelato che quando è a casa non disdegna di impegnarsi nelle faccende domestiche e di dedicarsi anche alla cucina. Ha dichiarato di essere piuttosto bravo nella preparazione di primi piatti, pane e pizza. Il suo punto debole, invece, sono i dolci, dove deve ancora migliorare.

I dolci sono il punto debole di Argentero in cucina.

Luca Argentero ha svelato di essere da sempre un fan della farina e che gli piace molto il pane perché si tratta di un alimento che suscita delle belle e positive sensazioni.

I nuovi spot della Molino Casillo con Luca Argentero

La società Molino Casillo ha scelto Luca Argentero come testimonial per la presentazione della sua nuova gamma di farine. Queste ultime presentano delle confezioni nuove, un logo rinnovato e sono realizzate con miscele al 100% di grano italiano.

Il pane in Calabria è da sempre l’emblema dell’alimentazione popolare

Oltre all’attore torinese, all’Ansa è intervenuto anche Francesco Casillo, presidente e amministratore delegato dell’azienda molitoria. Questi ha innanzitutto dichiarato che durante il lockdown varato per l’emergenza coronavirus c’è stato un forte incremento della richiesta che ha spinto tutti i reparti dell’impresa ad aumentare la mole di lavoro.

Luca Argentero nuovo testimonial della farina Molino Casillo.

Ha rivelato che in quei mesi si sono sentiti dei «servitori» e che credevano e avevano grande fiducia nel loro lavoro. Da quel momento sono nate delle importanti collaborazioni con fornitori, distribuzione e trasportatori. Un bella intesa che Casillo spera possa rinnovarsi e continuare anche dopo l’epidemia per dare ulteriore lustro alla filiera di quella che viene anche chiamata «l’arte bianca».

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