Quando nasce un bambino, la sua alimentazione è una delle prime, nonché maggiori, preoccupazioni di un genitore. Si sceglie in che modo nutrire il proprio figlio in base alla propria esperienza e spesso affidandoci al parere di esperti, magari sfogliando le pagine di qualche libro sull’argomento. Poi il bebè a poco a poco cresce. A mano a mano, il tempo passa, e lui fa esperienza del mondo. Egli comincia a far chiarezza tra i propri gusti, e più in là a prendere decisioni alimentari più ponderate. L’alimentazione diventa dunque un qualcosa di studiato. Esiste però una maniera di nutrirsi che è una via di mezzo tra studio e spontaneità: parliamo dell’alimentazione intuitiva.

Che cos’è l’alimentazione intuitiva?

Naturalmente, prima di prendere un qualsiasi cambio d’alimentazione, è sempre meglio rivolgersi a un professionista del settore. Tuttavia, l’alimentazione intuitiva non è una dieta ben precisa. Anzi, essa si pone quasi contraria alle tipiche diete dimagranti nelle quali sono bannate diverse tipologie di cibi.

Al contrario, l’alimentazione intuitiva trova le sue radici nel principio della spontaneità. Ossia: è bene mangiare quando si ha fame, in base a quanto si ha fame. Questo non significa che è consentito mangiare qualsiasi cosa ci capiti a tiro a qualsiasi ora del giorno o della notte. Piuttosto, si tratta d’imparare ad ascoltarsi.

Nutrirsi intuitivamente, significa innanzitutto imparare a distinguere la fame dalla gola. Di fatti, capita spesso di cedere alle tentazioni giustificandosi col senso di fame. In realtà, la maggior parte delle volte che ci concediamo uno snack, lo facciamo per voglia.

alimentazione intuitiva snack

Ciò non vuol dire che dobbiamo mangiare solo ed esclusivamente quando sentiamo i morsi della fame. Dipende da noi e dai nostri obiettivi. Sta a noi decidere se cedere o meno a uno snack. L’importante, è che comprendiamo se lo facciamo per gola o se ne abbiamo veramente bisogno.

Abbiamo detto che alla base dell’alimentazione intuitiva, c’è l’ascolto. Infatti, ci sembrerà strano, ma nel momento in cui impariamo ad ascoltarci, ci renderemo conto che in realtà il nostro corpo la maggior parte delle volte ha bisogno di cibo sano e semplice. Ad esempio, se sentiamo il bisogno di dolce, potremmo accontentarci di uno o più frutti. Se ciò che ci viene in mente è una fetta di torta, è perché ci basiamo sui nostri gusti.
Ovviamente, starà sempre a noi ponderare la situazione.

Il rapporto con i disturbi alimentari

Quando si soffre di un disturbo alimentare, spesso non se ne vede la fine. Sembra impossibile pensare a una vita nella quale ci si nutre spontaneamente e normalmente, sentendosi in pace col proprio corpo. Il disturbo alimentare, qualunque esso sia, è a tutti gli effetti una patologia e deve essere trattata da un team di medici specialisti e altri professionisti del campo.

Tuttavia, sono ormai molte le testimonianze di persone che, in fase di guarigione, si sono riappacificate col cibo attraverso l’alimentazione intuitiva. Non a caso, il fatto di non avere una dieta prestabilita o un range di calorie giornaliere da rispettare, rende il nutrimento più armonico e naturale, non meccanico, complicato e forzato.

Naturalmente, ciò non sostituisce il parere di un esperto. E anzi, quando il disturbo alimentare è ancora in atto, è bene attenersi a una dieta specifica e personalizzata, nell’insieme di un percorso medico di ripresa. Quando però si è in via di guarigione, l’alimentazione intuitiva può venirci incontro. Grazie a essa, potremmo riscoprirci come esseri umani facenti parte della natura, desiderosi e meritevoli di vivere.

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