Si avvicina il 19 settembre, giorno in cui cade la festa di San Gennaro, patrono di Napoli. Anche quest’anno si è tenuto l’evento «San Gennà…Un dolce per San Gennaro», durante il quale diversi maestri pasticceri napoletani e campani si sono sfidati per proporre le loro creazioni dedicate al santo protettore del capoluogo partenopeo. La vittoria è andata ad Angelo Mattia Tramontano, la cui proposta coniuga la tradizione classica della pasticceria locale con la devozione verso il vescovo e martire cristiano dededuto nel 305 d.C. La sua opera di arte dolciaria si chiama «È sango e nun è acqua», ovvero «È sangue e non è acqua», chiaro riferimento al miracolo dello scioglimento del sangue del santo patrono di Napoli.

La sfida a colpi di prelibatezze di pasticceria si è tenuta presso la suggestiva terrazza del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo. La terza edizione della competizione organizzata dal Mulino Caputo ha visto in giuria Gino Fabbri, presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, il Relais Dessert Luigi Biasetto e il promotore dell’iniziativa Antimo Caputo. Il pasticciere 32enne di Castellammare di Stabia si è imposto al termine della finale che ha visto confrontarsi 10 artisti della pasticceria. Il suo «È sangue e non è acqua» è un dolce nato da un lungo e dettagliato lavoro di progettazione e preparazione.

Angelo Mattia Tramontano, il vincitore della gara di pasticceria dedicata a San Gennaro.

Tramontano ha innanzitutto realizzato la sagoma del suo stampo esclusivo con una stampante 3D, quindi ha chiesto e ottenuto la collaborazione di un team di grafici e artisti per la confezione, poiché il suo dolce è stato pensato anche da asporto e non solo da consumazione immediata. Il packaging contiene una monoporzione di madeleine all’olio di oliva e basilico, affiancata da una bavarese alla vaniglia con una gelatina di amarene e copertura al cioccolato bianco.

È sangue e non è acqua al primo posto: gli altri classificati

Al termine della terza edizione di «San Gennà…Un dolce per San Gennaro» è stata dunque decretata la vittoria di Angelo Mattia Tramontano e del suo «È sangue e non è acqua». Alle sue spalle, in seconda posizione, si è piazzato Ciro Poppella con una sbriciolata chiamata «Ampolla di San Gennaro», ottenuta con un mix di farina e farina di pistacchi, ed una farcitura formata da crema di pistacchi e rifinitura in lamponi.

Storia e tradizione: la pastiera napoletana

Al terzo posto invece è giunto Aniello Iervolino, maestro pasticciere dell’Hotel Regina Isabella e del Ristorante Indaco di Ischia. Questi ha presentato alla giuria «A Santarella», un omaggio alla sfogliatella Santa Rosa. Il dolce è un impasto di brioche arricchito con un tappo di sfogliatella riccia con una farcitura alla crema al liquore Strega e finitura di gel all’amarena.

I primi tre classificati di San Gennà…Un dolce per San Gennaro 2020.

Antimo Caputo, raggiunto dal quotidiano Repubblica, ha sottolineato l’orgoglio degli organizzatori nell’aver constatato che l’evento è diventato ormai una presenza costante tra gli appuntamenti nazionali dedicati alla pasticceria. Subito dopo ha ricordato l’impegno profuso da tutti i partecipanti, nonché la creatività e la volontà di mettersi in gioco di tutti i concorrenti, dai pasticceri più esperti ai giovani talenti emergenti.

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