Wine Paris 2026: dal 9 all’11 febbraio a Porte de Versailles le cantine svelano le novità dell’anno

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Wine Paris torna a Parigi dal 9 all’11 febbraio 2026 negli spazi del Paris Expo Porte de Versailles, confermandosi come il primo grande appuntamento internazionale dell’anno dedicato al vino. Un palcoscenico strategico per produttori e buyer: qui le cantine non si limitano a “presenziare”, ma spesso anticipano le tendenze e le etichette chiave che segneranno i prossimi mesi, tra nuove annate, progetti speciali e debutti attesissimi.

Dalla Francia all’Italia, passando per grandi gruppi e realtà identitarie legate ai territori, l’edizione 2026 si annuncia come una vetrina ad alta intensità: degustazioni, storytelling, visioni produttive e una parola d’ordine comune — posizionamento.

Château d’Esclans: la “Rosé Renaissance” celebra 20 vendemmie con Whispering Angel

Tra gli stand più attesi, Château d’Esclans (Hall 7.2, Booth G085) porta a Wine Paris l’eredità di una vera rivoluzione. La tenuta di Sacha Lichine, considerata dal 2006 l’epicentro della Rosé Renaissance, continua a spingere il rosé oltre i confini del “vino estivo”, facendolo dialogare con l’enologia di fascia alta.

In degustazione le nuove annate di Château d’Esclans e Garrus, ma il grande protagonista è Whispering Angel, oggi considerato un riferimento globale della categoria. Proprio da Parigi partono le celebrazioni per la ventesima vendemmia, con la presentazione in anteprima del Vintage 2025.

Damilano: Barolo, Cannubi e grandi classici in una degustazione “da manuale”

La storica cantina di Barolo Damilano (Hall 5.2, Stand E043) offre ai visitatori un viaggio nella propria storia ultracentenaria, ma soprattutto nel cuore del Nebbiolo. Il focus è su un’etichetta simbolo di prestigio e longevità: Barolo DOCG Riserva Cannubi “1752” (annate 2015, 2017 e 2018), affinato per sette anni per esprimere al massimo la complessità del vitigno.

Accanto a questo, una selezione fortemente rappresentativa dei grandi Barolo: Brunate 2021, Liste 2020, Cannubi (2010 e 2021), Lecinquevigne 2021, Raviole 2021, Cerequio 2021. Completano il quadro i classici di gamma come Langhe Arneis 2024, Dolcetto 2024, Nebbiolo 2023, Barbera d’Asti 2024, Barbera d’Alba LaBlu 2023, insieme ai bianchi Langhe Chardonnay 2023 e Colli Tortonesi Timorasso “Derthona” 2024.

OniWines: cinque cantine, cinque territori, un’Italia raccontata per identità

Il gruppo OniWines (Hall 5.2, Stand C065), guidato da Federico Veronesi, arriva a Parigi con una squadra che è quasi una mappa dell’Italia del vino: La Giuva, Villa Bucci, Podere Guardia Grande, Tenimenti Leone e Pico Macario.

L’idea è chiara: non un portfolio “generico”, ma storie locali. Da La Giuva, interpretazione di una Valpolicella d’alta collina, a Villa Bucci, simbolo della rinascita del Verdicchio nelle Marche; da Podere Guardia Grande ad Alghero, con l’anima più autentica della Sardegna, a Tenimenti Leone nel Lazio fino a Pico Macario in Piemonte. Ogni bottiglia diventa una narrazione radicata nei territori, nella cultura e in una visione contemporanea della qualità.

Palmento Costanzo: Etna contemporaneo, tra “Linea di Sei” e cru di contrada

Nel Padiglione Italia arriva anche l’Etna di Palmento Costanzo (Hall 5.2, Stand E043). Valeria Agosta e Serena Costanzo portano a Wine Paris un racconto enologico fresco, contemporaneo e profondamente legato al vulcano.

In degustazione le nuove annate della Linea di SeiBianco di Sei, Nero di Sei, Rosa di Sei — la parte più identitaria della filosofia della cantina. Spazio anche all’interpretazione dei cru con Contrada Santo Spirito (Etna DOC Rosso e Bianco) e Contrada Cavaliere (Etna DOC Bianco): un modo di leggere l’Etna attraverso le sue sfumature più specifiche, dove il territorio non è uno sfondo, ma il protagonista.

Pasqua Vini: icone, sperimentazione e il debutto di Sangue D’Oro

La veronese Pasqua Vini (Hall 5.2, Stand E163) porta a Parigi una panoramica dei “gioielli” del proprio portafoglio, tra sperimentazione e territorio. In primo piano le Icons come Hey French e Mai Dire Mai, simboli della tensione dell’azienda verso la rottura degli schemi e la ricerca di linguaggi nuovi. Accanto, la linea Famiglia Pasqua, interprete più classica della Valpolicella.

Ma Wine Paris 2026 segna anche un momento speciale: il debutto ufficiale di Sangue D’Oro, progetto enologico di Carole Bouquet dedicato al Passito di Pantelleria, su cui Pasqua investe dal 2025 unendo visione imprenditoriale e tutela del patrimonio culturale ed enologico dell’isola.

Velenosi: nuove annate e “Montagna”, il primo Pecorino d’altura

Chiude il giro delle anteprime italiane Velenosi Vini (Hall 5.2, Stand F282) con Angela Velenosi, da anni figura di riferimento per il Piceno. A Wine Paris arrivano le nuove annate delle etichette pluripremiate, a partire dall’ammiraglia Roggio del Filare, che da oltre trent’anni racconta con precisione e intelligenza il territorio.

Ma la novità più attesa è Montagna, il primo Pecorino d’altura dell’azienda: un vino nato da viticoltura in quota e pensato per valorizzare l’escursione termica legata all’altitudine dei vigneti di Arquata. Risultato: un sorso limpido, avvolgente ed elegantissimo, che mette in luce le grandi peculiarità del vitigno.

Parigi come “lancio” del 2026 del vino

Wine Paris non è solo un salone: è un termometro. Qui si capisce cosa le cantine vogliono raccontare nel 2026: anniversari iconici, nuovi progetti, cru territoriali, viticoltura d’altura, sperimentazione e grandi classici che continuano a essere il cuore del mercato. Per chi lavora nel settore — ma anche per chi ama il vino davvero — Parigi diventa il primo posto in cui si intravede l’anno che verrà.

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