A Milano nasce una nuova collaborazione tra vino e arte contemporanea. Il 16 settembre il Lugana DOC incontra le opere di Davide Quartucci in occasione dell’inaugurazione della mostra Smell, baby
Ci sono incontri che nascono da una sensibilità comune: dal modo di osservare la natura, trasformare la materia e dare forma a sensazioni, ricordi ed emozioni. È da questa affinità che prende vita la collaborazione tra il Consorzio Tutela Lugana DOC e Boccanera Gallery, che debutterà a Milano mercoledì 16 settembre in occasione dell’opening di Smell, baby, mostra personale di Davide Quartucci.
Dalle 18 alle 21, negli spazi della Boccanera Gallery di via Giovanni Ventura 6, le opere dell’artista dialogheranno con diverse espressioni del Lugana DOC, trasformando il vernissage in un’esperienza che mette al centro arte, vino e percezione sensoriale. La mostra sarà poi visitabile dal 17 settembre al 7 novembre 2026.
Smell, baby: quando l’arte invita a sentire
La ricerca di Davide Quartucci, artista nato a Senigallia nel 2000, si muove in una dimensione sospesa dove umano, animale e vegetale convivono e si trasformano reciprocamente.
Il progetto espositivo raccoglie dipinti a olio, disegni e un intervento installativo. Le opere esplorano il rapporto con il corpo, la memoria e l’olfatto, restituendo una dimensione fisica e quasi primordiale della percezione. È un universo nel quale tenerezza e inquietudine convivono, così come attrazione e repulsione, vicinanza e distanza.
Il titolo stesso della mostra richiama una percezione incarnata, legata alla memoria corporea e al bisogno di essere accolti e nutriti. Quartucci invita così lo spettatore ad abbandonare uno sguardo esclusivamente contemplativo per entrare in un rapporto più immediato con l’opera.
Una limaccia, una traccia lucida, la dolcezza del miele diventano elementi capaci di evocare contatto, prossimità e bisogno di relazione. La materia, dunque, non è soltanto qualcosa da osservare, ma qualcosa da percepire.
Arte e vino, un dialogo attraverso i sensi
È proprio questa dimensione sensoriale a rendere particolarmente naturale l’incontro con il Lugana DOC.
Anche il vino nasce infatti dal rapporto con una materia viva e con un territorio: raccoglie le caratteristiche di un luogo, le trasforma e le restituisce attraverso profumi, sapori e sensazioni.
Il Consorzio Tutela Lugana DOC porta così il vino in un contesto contemporaneo nel quale non viene proposto semplicemente come accompagnamento, ma come un ulteriore linguaggio con cui leggere e attraversare l’opera d’arte.
L’iniziativa si inserisce inoltre in un percorso già intrapreso dal Consorzio verso il mondo della cultura e dell’arte, con l’obiettivo di creare connessioni capaci di raccontare il Lugana attraverso prospettive non convenzionali. Anche recentemente il Consorzio ha scelto contesti artistici e culturali per presentare le diverse espressioni della denominazione.
«L’arte contemporanea ci offre la possibilità di guardare al vino da una prospettiva diversa, non solo per ciò che esprime nel bicchiere, ma per tutto ciò che è capace di evocare», spiega Edoardo Peduto, Direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC.
L’idea è quella di costruire un dialogo autentico tra linguaggi differenti, lasciando che siano le sensazioni a creare collegamenti. Un’opera e un vino possono infatti suggerire, evocare e lasciare una traccia che non necessariamente passa attraverso una spiegazione razionale.
Tre opere, tre espressioni del Lugana
Durante l’opening del 16 settembre, la collaborazione prenderà forma attraverso tre accostamenti tra opere di Davide Quartucci e altrettante interpretazioni del Lugana:
- ** Effluvio, 2026 – Lugana DOC**
- ** I Pulcini miei, 2026 – Lugana Spumante**
- ** Disegni, 2026 – Lugana Riserva**
Un percorso pensato per aggiungere un livello ulteriore alla lettura delle opere, senza cercare di spiegarle attraverso il vino.
«Il risultato non vuole spiegare le opere né trasformarle in un pretesto per una degustazione», sottolinea Giorgia Lucchi Boccanera, fondatrice e direttrice di Boccanera Gallery, «ma aggiungere un ulteriore livello alla loro lettura e invitare il pubblico a lasciarsi sorprendere dalle connessioni che possono nascere tra linguaggi diversi».
Una prospettiva che trasforma la collaborazione da semplice momento di ospitalità in una parte integrante dell’esperienza della mostra.
Il Lugana, territorio e identità
Il Lugana DOC nasce sulle colline che circondano il Lago di Garda, in un territorio caratterizzato da suoli argillosi e clima mite, particolarmente favorevoli alla coltivazione della Turbiana, vitigno autoctono della denominazione.
Riconosciuta nel 1967 e regolamentata dal Consorzio dal 1990, la denominazione conta oggi circa 2.600 ettari e 214 produttori, mentre oltre il 60% della produzione viene esportato in 65 Paesi. Il Lugana propone diverse interpretazioni, dalle versioni più giovani e fresche fino alle Riserve più complesse e longeve.
Una varietà che ben si presta a un confronto con l’arte contemporanea: anche nel vino esistono infatti sfumature, stratificazioni e differenti modi di raccontare la stessa materia.
Un opening da vivere con tutti i sensi
L’appuntamento di Milano diventa così più di un semplice vernissage. Smell, baby invita il pubblico a guardare, ma anche a sentire, mentre il Lugana aggiunge profumi e sapori a un percorso già profondamente legato alla percezione.
Arte e vino si incontrano quindi sul terreno comune della materia, della memoria e dell’emozione: due linguaggi differenti che, proprio nella loro diversità, possono trovare nuove forme di dialogo.
Smell, baby – Davide Quartucci
Inaugurazione: mercoledì 16 settembre 2026, ore 18–21
Mostra: 17 settembre – 7 novembre 2026
Sede: Boccanera Gallery Milano
Indirizzo: Via Giovanni Ventura 6, Milano



