I fratelli Enrico e Alberto Fagotto trasformano 750 metri quadrati in via Fonderia in un’avanguardistica “urban winery” con ristorante e cocktail bar. Un’esperienza produttiva trasparente che culminerà il 3 ottobre con l’evento dedicato alla vendemmia.
TREVISO – Treviso scommette sull’innovazione enogastronomica con un concept ambizioso che unisce la cultura della terra alla visione della metropoli contemporanea. In via Fonderia 41, gli spazi di Cantina Futurista prendono vita grazie all’intuizione dei fratelli Enrico e Alberto Fagotto, originari di Montebelluna, capaci di fondere le rispettive competenze professionali in un’iniziativa unica nel panorama veneto.
La struttura si sviluppa su ben 750 metri quadrati complessivi — suddivisi tra i 600 metri quadrati del piano terra e i 150 del soppalco — ed è stata appositamente progettata per ospitare al proprio interno l’intero ciclo di produzione del vino. Il cuore pulsante del locale è rappresentato dalla cantina a vista, separata dalle sale del ristorante da imponenti e trasparenti vetrate. Al centro della sala principale, una grande vasca da vinificazione racchiude un olivo secolare, elemento simbolo di un costante dialogo tra natura e architettura urbana.
Lo spettacolo della vinificazione “in diretta”
Per tutto il mese di settembre, in concomitanza con i riti della raccolta, i clienti che frequentano il locale all’ora dell’aperitivo hanno la straordinaria possibilità di assistere dal vivo al processo produttivo. Attraverso le grandi superfici vetrate si possono osservare le varie lavorazioni dei vitigni selezionati: dall’Incrocio Manzoni macerato al Traminer a macerazione leggera, fino alla lavorazione di Malbech, Teroldego destinato all’invecchiamento, Ciliegiolo affinato in anfora e Vermentino col fondo.
Un’esperienza sensoriale diretta che vedrà il suo culmine il 3 ottobre con una grande giornata di festa e approfondimento interamente dedicata alla celebrazione della vendemmia. Le bottiglie vinificate “in diretta” sotto gli occhi degli ospiti saranno poi pronte per la mescita a partire dal prossimo anno, al termine del necessario periodo di affinamento.
“Cantina Futurista nasce per far vivere l’emozione della vendemmia nel cuore della città, portando la campagna dentro il ristorante”, spiegano i fratelli Fagotto. “Volevamo creare un luogo in cui la passione per l’enologia e l’arte della miscelazione si potessero fondere senza filtri. Vedere i clienti che sorseggiano un calice mentre, al di là del vetro, osservano la lavorazione delle uve in anfora o le fermentazioni, significa aver realizzato il nostro sogno. Non offriamo solo cibo o vino, ma un’esperienza produttiva reale e trasparente, dove ogni bottiglia e ogni distillato raccontano la nostra storia e la ricerca dell’eccellenza”.
Enologia d’avanguardia e miscelazione d’autore
Le due anime del locale riflettono esattamente i percorsi dei fondatori:
- La Cantina e l’Enologia: Enrico Fagotto, enologo con un ricco bagaglio di esperienze maturate in diverse regioni d’Italia e negli Stati Uniti, cura personalmente la vinificazione cittadina avvalendosi di anfore e barrique. La produzione iniziale conta già 20 etichette proprietarie e una linea di Metodo Classico con invecchiamento minimo di tre anni, realizzate selezionando la materia prima da conferitori di massima fiducia.
- La Sala e la Miscelazione: Alberto Fagotto, bartender con un solido passato nei locali di punta tra l’Italia e Londra, gestisce la sala, la cucina e il cocktail bar. L’offerta beverage va ben oltre la selezione vinicola: Cantina Futurista propone infatti una linea di otto distillati prodotti in esclusiva su ricette originali (tra cui Gin, Bitter, Amaro, Vodka e Rum Blanca), affiancata da una selezione di whisky e rum premium sviluppata in collaborazione con lo storico distributore Rossi e Rossi (Wilson & Morgan).
L’imponente intervento di ristrutturazione completato nell’ultimo anno ha portato inoltre alla creazione di uno shop interno, di una stanza di stoccaggio a temperatura controllata a 15 gradi e alla valorizzazione del plateatico affacciato sul suggestivo canale della Piavesella. Si tratta di un nuovo punto di incontro pensato per un pubblico adulto e consapevole, dove la cultura del cibo e della miscelazione si fonde con lo spettacolo della trasformazione dell’uva.
FOCUS – Il Menù e la Carta dei Vini: tradizione e sperimentazione
La proposta enogastronomica di Cantina Futurista si presenta come un vero e proprio manifesto di sapori decisi e accostamenti creativi, dove la tradizione veneta viene reinterpretata attraverso una lente contemporanea.
La carta dei vini rispecchia appieno l’anima artigianale della struttura, mettendo in risalto le fermentazioni spontanee e le tecniche di macerazione:
- Le Bollicine: La selezione di spumanti spazia dai vini rifermentati “col fondo”, come il Caneva (da uve Glera) e il Duro (da uve Durella), fino alle etichette a Metodo Classico di gran pregio, tra cui spiccano il Riesling Italico “Hahahahah” e il Pinot Nero “Pino”, affinato sui lieviti per ben 36 mesi.
- Bianchi e Orange Wine: Tra i bianchi si passa da blend armoniosi di Bronner e Chardonnay a vitigni autoctoni come la Boschera fermentata in acciaio e barrique. Una menzione d’onore spetta ai macerati (orange wine), come il Sovinier Gris (con 40 giorni di contatto sulle bucce) e il Famoso (da lieviti indigeni, macerato per 45 giorni).
- I Rossi: La carta dei rossi offre una doppia chiave di lettura: da un lato la freschezza dei vini vinificati in acciaio come il Pinot Nero “Ombra Rosso”, dall’altro le strutture più complesse affinate in legno come il Sangiovese romagnolo “Amen” o il blend “Moro” (Merlot, Cabernet e Marzemino). Particolarmente interessante è il “1/2 Pieno”, un Sangiovese passito lavorato con l’antico metodo solera.



