Da Buzet a Livade, passando per Motovun e la valle del fiume Mirna, l’autunno 2026 porta in tavola il tartufo bianco tra caccia nei boschi, degustazioni, grandi eventi gastronomici e nuove esperienze dedicate al territorio.
C’è un momento dell’anno in cui l’Istria cambia profumo. È l’autunno, quando nei boschi dell’entroterra torna protagonista il tartufo bianco istriano, uno dei prodotti più preziosi della gastronomia locale.
Il suo habitat naturale si concentra nel cosiddetto triangolo del tartufo, tra Pazin, Buje e Buzet, con un’area particolarmente vocata nella valle del fiume Mirna e nella foresta di Motovun. Qui il Tuber magnatum Pico cresce sottoterra e viene individuato grazie al fiuto dei cani appositamente addestrati. Il periodo di massima stagione è ottobre, ma l’Istria celebra il tartufo per gran parte dell’autunno.
Non è quindi soltanto un ingrediente da portare in tavola. Il tartufo diventa un modo per conoscere il paesaggio, le tradizioni e le persone che vivono questo territorio, entrando nei boschi insieme ai tartufai, osservando il lavoro dei cani e scoprendo un sapere tramandato nel tempo.
Un autunno tutto da assaporare
Il calendario delle Giornate del tartufo bianco istriano 2026 si sviluppa dal 5 settembre all’8 novembre tra Buzet, Motovun e Livade, con appuntamenti che uniscono gastronomia, cultura e tradizioni locali.
Si parte da Motovun, dove il 5 settembre è stata inaugurata ufficialmente la stagione del tartufo bianco.
A Buzet, il 12 e 13 settembre, è invece il momento di Subotina e Subotina all’antica, una delle manifestazioni più caratteristiche dell’autunno istriano. La festa porta nel centro storico gastronomia, musica, artigianato e tradizioni, con la grande frittata al tartufo tra gli appuntamenti più attesi.
La domenica, con Subotina all’antica, Buzet torna idealmente tra XIX e XX secolo: costumi tradizionali, antichi mestieri e atmosfere d’altri tempi trasformano il centro storico in un vero viaggio nel passato.
Da Motovun a Livade, tra vino e tartufo
Il viaggio nel gusto prosegue a Motovun, dove il 17 e 18 ottobre il Festival del Terrano e del Tartufo mette insieme due eccellenze dell’Istria interna.
Il tartufo incontra così il Terrano, storico vitigno del territorio, in un percorso fatto di degustazioni e proposte gastronomiche che raccontano il legame tra vino, cucina e paesaggio.
A Livade, invece, dal 3 ottobre al 1° novembre, durante i fine settimana, tornano gli Zigante Truffle Days, uno degli appuntamenti più conosciuti dell’autunno dedicati al tartufo bianco. Il 24 e 25 ottobre sarà inoltre la volta del Tuber (Food) Fest, dedicato alla gastronomia e ai sapori dell’Istria.
A chiudere il calendario sarà Buzet, il 7 e 8 novembre, con il Festival del tartufo istriano. La manifestazione propone tartufi freschi, prodotti a base di tartufo, degustazioni, attività per famiglie e appuntamenti gastronomici.
La caccia al tartufo: quando il bosco diventa protagonista
Ma per capire davvero l’Istria del tartufo bisogna lasciare per qualche ora la tavola e seguire i tartufai nel bosco.
La ricerca avviene con l’aiuto dei cani, fondamentali per individuare i preziosi tuberi nascosti nel terreno. È un’esperienza che permette di osservare da vicino un lavoro fatto di pazienza, conoscenza della natura e capacità di leggere un territorio.
Il tartufo, infatti, non si limita a essere raccolto: intorno alla sua ricerca è nato negli anni un vero sistema di esperienze, che comprende visite, degustazioni, attività nei boschi e incontri con le realtà produttive locali.
I protagonisti dell’Istria del tartufo
Tra le realtà che hanno contribuito a costruire la fama gastronomica della zona c’è Zigante, nome storico della valorizzazione del tartufo istriano e legato agli eventi di Livade.
Accanto alle realtà più note si sono sviluppate aziende familiari che propongono esperienze differenti: dalla ricerca nel bosco alle degustazioni, passando per cooking show, musei tematici e percorsi gastronomici.
Tra queste Karlić Tartufi, Prodan Tartufi e Natura Tartufi propongono formule pensate per far conoscere il tartufo non soltanto attraverso il gusto, ma anche attraverso la sua storia e il rapporto con il territorio.
E il sistema continua a crescere. A questa mappa si aggiunge il progetto Premium Tartufi – Centro del Tartufo, della famiglia Lakošeljac, che punta ad aprire nella primavera 2027 un nuovo spazio dedicato al mondo del tartufo istriano.
L’obiettivo è creare un luogo capace di accogliere visitatori individuali e gruppi attraverso degustazioni guidate, vendita di prodotti locali e attività di approfondimento.
Il tartufo a tavola: semplicità e territorio
Il modo migliore per assaporare il tartufo bianco istriano resta quello di gustarlo nel territorio in cui nasce.
Nelle konobe e nei ristoranti dell’Istria interna, soprattutto nell’area tra Motovun, Livade e Buzet, il tartufo accompagna piatti della tradizione come fusi, gnocchi, frittate e altre preparazioni locali.
Una cucina che non ha bisogno di complicare troppo le cose: il profumo intenso del tartufo diventa protagonista e si unisce a ingredienti semplici, rispettando la stagionalità e la tradizione.
È proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dell’Istria del tartufo: un prodotto prezioso che non perde il legame con la terra da cui proviene.
Un viaggio tra gusto e paesaggio
Da settembre a novembre l’Istria invita quindi a un viaggio particolare, dove gastronomia e territorio si incontrano.
Si può partire da Buzet, passeggiare tra le vie di Motovun, raggiungere Livade, entrare nei boschi della valle della Mirna e fermarsi poi davanti a un piatto di pasta fresca appena arricchito dal tartufo bianco.
Perché qui il tartufo non è soltanto qualcosa da mangiare.
È il profumo di un bosco, il lavoro di un cane, la voce di un tartufaio, una ricetta tramandata e un territorio che, soprattutto in autunno, racconta la propria identità attraverso il gusto.



