Nel cuore della Basilicata, tra paesaggi che sanno di bosco, pietra e silenzio, il vino diventa racconto. È successo durante una delle serate dell’educational “Lucania da Vivere”, organizzato da Carmelina Lettieri della @marmo_melandro_viaggi, quando la degustazione Pollino Di Vino a Rotonda ha trasformato un momento conviviale in un vero viaggio sensoriale nel territorio del Pollino.
Non una semplice degustazione, ma un’esperienza pensata per mettere al centro il contesto, prima ancora del bicchiere: la cultura contadina, le altitudini, i microclimi, il lavoro dei piccoli produttori e quella lentezza consapevole che rende la Basilicata una terra da comprendere prima ancora che da visitare. Calici diversi, storie diverse, un filo comune: la Lucania che non si mostra, ma si lascia scoprire.
Quando un calice diventa destinazione
All’interno dell’educational “Lucania da Vivere”, Pollino Di Vino si è inserita in modo naturale, diventando uno dei momenti più rappresentativi del progetto. Perché il vino, qui, non è mai solo prodotto: è paesaggio liquido, è memoria, è identità.
Durante la serata, la degustazione è stata anche occasione di dialogo: sulle scelte produttive, sugli equilibri tra tradizione e contemporaneità, sull’abbinamento con i sapori locali e, soprattutto, sul ruolo dell’enogastronomia come motore reale di promozione turistica. Il vino diventa così uno strumento narrativo capace di rendere un territorio riconoscibile e desiderabile.
I tre vini degustati: il Pollino in tre espressioni
Protagonisti della serata sono stati tre vini, diversi per stile e personalità, ma accomunati da una forte impronta territoriale. Tre calici che, uno dopo l’altro, hanno raccontato il Pollino senza bisogno di mappe.
Il Luigi Lauria Bianco 2024 ha aperto la degustazione con una freschezza immediata e luminosa. Al naso emergono note floreali e agrumate, mentre al palato colpisce per equilibrio e sapidità. È un vino che parla di altitudine e luce, capace di accompagnare il sorso con eleganza e naturalezza, senza mai forzare la mano.
Più profondo e riflessivo il Nette delle Ntre Rosso, un vino che invita alla calma e all’ascolto. I profumi sono scuri, avvolgenti, con richiami alla frutta matura e alla terra. In bocca è materico, intenso, quasi meditativo: il calice che meglio restituisce il lato più intimo del Pollino, fatto di boschi, silenzi e radici profonde.
Chiude la degustazione il Serra del Prete Rosso, strutturato ma armonico, capace di tenere insieme forza ed equilibrio. I tannini sono presenti ma ben integrati, la beva resta fluida e il finale è lungo. Un vino che dialoga perfettamente con la cucina del territorio e che dimostra come la Basilicata sappia esprimere carattere senza eccessi, con una personalità chiara e riconoscibile.
Il racconto del territorio passa anche dal cibo
Accanto ai calici, a completare l’esperienza, una degustazione di salumi e specialità locali che ha reso il racconto ancora più concreto. Taglieri ricchi, generosi, pensati non come semplice accompagnamento, ma come parte integrante della narrazione gastronomica lucana.
Salumi stagionati, affettati sottili e intensi nel profumo, hanno raccontato una tradizione fatta di tempo e cura: prodotti che parlano di montagna, di allevamenti, di gesti antichi tramandati. Insieme a loro, formaggi, conserve, verdure sott’olio e piccoli assaggi rustici hanno costruito un equilibrio perfetto tra sapidità e delicatezza, valorizzando ogni sorso di vino.
Pane croccante, bruschette condite con ingredienti semplici e riconoscibili, accostamenti studiati ma mai forzati: il cibo, come il vino, ha seguito una sola regola, quella dell’autenticità. Nessuna sovrastruttura, nessun eccesso: solo il gusto pieno di una terra che non ha bisogno di essere reinterpretata.
Un progetto che valorizza il territorio
“Lucania da Vivere” rientra nelle iniziative sostenute dal Bando P.A.R.T.I. Basilicata (@basilicataturistica), un percorso che punta a valorizzare la regione attraverso esperienze autentiche, capaci di unire turismo, cultura ed economia locale.
Fondamentale anche il contributo dei partner @viaggidelmilione e @mfrancescamilione_marketing, che hanno rafforzato una visione condivisa: quella di una Basilicata raccontata non per slogan, ma per esperienze reali, replicabili, sincere.
Pollino Di Vino: l’esperienza che resta
Pollino Di Vino non è stata solo una serata di degustazione, ma una fotografia precisa di ciò che la Lucania può offrire oggi: identità, ospitalità, qualità e un ritmo diverso, più umano. Alla fine, ciò che resta non è solo il ricordo dei vini assaggiati o dei taglieri condivisi, ma la sensazione di aver partecipato a un racconto collettivo.
Perché quando vino e cibo sono davvero legati al loro luogo, non si limitano a farsi assaggiare: diventano memoria. E la memoria, nel turismo come nel gusto, è ciò che fa la differenza.







