Si celebra oggi, 4 agosto, la 13ª edizione della Giornata Internazionale delle Cucine Italiane (International Day of Italian Cuisines) quest’anno dedicata ai Cappelletti all’uso di Romagna presenti nello storico libro di Pellegrino Artusi, «La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene». L’evento è nato nel 2008 da un’idea di Rosario Scarpato che decise di omaggiare i grandi piatti della tradizione culinaria italiana con una giornata tutta per loro. La ricetta d’esordio furono gli Spaghetti alla Carbonara che ottennero un successo internazionale.

Cappelletti all’uso di Romagna protagonisti di IDIC 2020.

Furono diversi, infatti, i media che si occuparono della manifestazione e numerosi i ristoranti italiani e mondiali che aderirono al progetto, proponendo la preparazione classica dello storico piatto, e da lì si registrò un notevole incremento della richiesta di guanciale, visto che i clienti avevano chiesto che la vera Carbonara fosse inserità nei menù di base dei locali in cui l’avevano assaggiata per la prima volta.

La Giornata Internazionale delle Cucine Italiane è a cura del network GVCI (Gruppo Virtuale Cuochi Italiani) che punta a coinvolgere non solo ristoratori del Belpaese, ma anche i colleghi che operano all’estero. Di solito, soprattutto negli altri Stati, si tende a proporre delle rivisitazioni di tradizionali pietanze che, però, per ingredienti e resa finale si allontanano molto (se non troppo) dagli originali. Invece, in occasione di questa data celebrativa, tutti i cuochi che fanno parte di GVCI si impegnano a rispettare le ricette classiche per recuperare gli inossidabili sapori del passato e farli conoscere alle nuove generazioni di tutto il mondo.

Pellegrino Artusi protagonista della Giornata Internazionale delle Cucine Italiane 2020

Ogni anno i responsabili di IDIC scelgono un piatto che rappresenti una regione o anche una città italiana. Nel corso di questi anni, ad esempio, si sono accesi i riflettori sul pesto alla genovese, sul risotto alla milanese, sulle tagliatelle con ragù alla bolognese, ma anche su pizza e tiramisù. Tutti rigorosamente italiani. Le ultime due edizioni, invece, hanno voluto rendere omaggio a dei piatti d’autore e dal profondo valore storico: si è partiti con una ricetta in ricordo di Gualtiero Marchesi (Insieme Armonico) e, in occasione del 500° anniversario dalla sua morte, è stata proposta la zuppa di ceci amata da Leonardo da Vinci.

Adesso, in occasione delle celebrazioni dei 200 anni dalla nascita di Pellegrino Artusi, gli chef di GVCI hanno concentrato le proprie attenzioni sui Cappelletti all’uso di Romagna, una ricetta che fa parte del libro «Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene» che rappresenta un punto di riferimento imprescindibile della tradizione culinaria italiana.

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Per questo motivo è stata avviata una collaborazione con Casa Artusi, l’ente dedicato proprio al gastronomo emiliano. Questi, infatti, ha contribuito con il suo lavoro alla diffusione delle eccellenze del nostro Paese in tutto il mondo, ponendo l’accento sui migliori piatti regionali come gli anolini alla parmigiana, i tortellini alla bolognese, le tagliatelle all’uso di Romagna, i ravioli alla genovese e i maccheroni alla napoletana, solo per citarne alcuni.

La 13ª edizione di Idic dedicata a Pellegrino Artusi.

Inoltre, la 13ª edizione della Giornata Internazionale delle Cucine Italiane è molto importante perché si tiene in un periodo a dir poco complicato per il settore della ristorazione italiana mondiale che sta facendo i conti con gli effetti della crisi causata dall’emergenza coronavirus. Dunque, l’evento è anche un modo per rilanciare la qualità, l’arte e il talento dei cuochi del nostro Paese a livello internazionale, così come è importante che vi partecipino anche i locali nostrani per provare a stimolare la curiosità dei cittadini stranieri che così si convincono a trascorrere le vacanze nella penisola rilanciando sia la ristorazione che il turismo.

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