Conservare: per quanto tempo gli alimenti possono stare fuori?

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Parte della riduzione degli sprechi alimentari è saper conservare e quando possono stare fuori e rimanere al sicuro da mangiare. Potresti non essere un amante degli avanzi, ma a volte quegli extra refrigerati possono tornare utili. Ecco tutto ciò che devi sapere per servire il cibo in modo sicuro e quando refrigerare o buttare gli avanzi.

Per quanto tempo si possono conservare gli alimenti cotti non refrigerati?

Le nozioni di base sulla sicurezza e l’alimentazione del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) affermano che il cibo cotto può essere lasciato a temperatura ambiente fino a due ore. Se la temperatura all’esterno (o all’interno della tua casa) è di 9 °C o superiore, dovresti dimezzare quel tempo. Quando la temperatura del cibo cotto è compresa tra 4°C e 60° C, l’USDA considera la “zona di pericolo” perché il cibo può diventare un terreno fertile per i batteri. Anche se potresti essere tentato di lasciare la casseruola di uova del brunch sul tavolo mentre ti mescoli e sorseggi un mimosa, potresti mettere i tuoi ospiti a rischio di malattie di origine alimentare.

Come conservare il cibo al sicuro e pronto

L’intossicazione alimentare manda 128.000 americani in ospedale ogni anno, secondo FoodSafety.gov. Per mantenere le buone vibrazioni e per assicurarti che la tua festa sia memorabile per tutte le giuste ragioni, segui alcuni semplici suggerimenti:

  1. Mantieni il cibo freddo ( per i piatti freddi ): Se uoi mantenere l’insalata di pasta, l’insalata di patate e la macedonia al di sotto di 4°C. Per fare questo, riempi una ciotola grande di ghiaccio. Mettici sopra un telo o un asciugamano e posiziona una ciotola più piccola riempita con la tua insalata da picnic preferita nel ghiaccio. Dovrebbe essere abbastanza piccolo da coprire le pareti dell’insalatiera con il ghiaccio.
  2. Mantieni caldi i cibi ( per i piatti caldi ): Il modo migliore per mantenere una temperatura più alta è sistemare il cibo. Ovvero vicino a punti dove puoi collegare pentole a cottura lenta per mantenere il cibo alla giusta temperatura. Se questa non è un’opzione, gli scaldavivande sono generalmente facili da trovare a casa o nei negozi di forniture per ristoranti.

La conservazione domestica dei prodotti alimentari

E’ molto importante, sia per la nostra salute sia per garantirne il mantenimento delle proprietà organolettiche. La conservazione dei cibi riguarda anche il loro trasporto, da effettuare in apposite borse termiche. Dal momento dell’acquisto in negozio o al supermercato, fino a casa, quando li riponiamo in dispensa, nel frigorifero o nel congelatore. Come pure è importante scegliere i giusti contenitori e i materiali per garantire una conservazione ottimale. In generale, è bene evitare le pellicole trasparenti contenti DEHA, che diventa tossico se a contatto con un cibi grassi o caldi, come pure i contenitori termoplastici.

Acciaio e alluminio vanno bene, ma non per tutto!

Tranne invece per gli alimenti ricchi di sale o molto acidi (come limone e aceto) che possono corrodere i metalli. Meglio scegliere recipienti di vetro, con coperchio ermetico, che preservano l’igiene di qualsiasi tipo di alimento. La carta va bene per frutta e verdura, a patto di cambiarla frequentemente, dato che assorbe l’umido.

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Conservare: focus sul frigorifero

In frigorifero vanno riposti gli alimenti deperibili, crudi e freschi. Per conservare al meglio i vari alimenti, sulla mensola centrale deve essere attorno ai 4-5 °C. Verifica sempre la temperatura all’interno del frigorifero. Per essere precisi, si può riporre un termometro da cucina, su ogni ripiano e in ogni scomparto del frigo. Ogni zona, infatti, deve essere mantenuta a temperature differenti, poiché ogni alimento necessita di condizioni termiche ben precise. La zona più fresca del frigo è la mensola che sta più in basso, appena sopra i cassetti per le verdure, lo sportello è quello meno refrigerato. Aprilo solo nel momento del bisogno e chiudi l’anta subito, per non disperderne il fresco e fare entrare calore che determinerebbe inutili e deleteri sbalzi di temperatura per la conservazione degli alimenti.

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