La Costituzione Italiana, considera la salute umana un interesse del singolo individuo e della collettività. Ciò significa che stare bene è di prima importanza non solo per se stessi, ma anche per il bene altrui. Infatti, se ci pensiamo bene, essere contenuti in un organismo funzionante, ha vantaggi straordinari. Significa poter vivere a pieno la propria vita, avere maggiori possibilità di superare ostacoli e limiti, sapersi rapportare col prossimo in maniera più soddisfacente. Ciò nonostante, spesso continuiamo a mandare avanti tradizioni e abitudini che sembrano contraddire questa mentalità. E non si parla solo dell’Italia, bensì della maggior parte dei paesi del mondo. C’è però chi sta iniziando ad apportare alcuni rimedi al problema. Un esempio è la campagna “no kid junk food”, un’iniziativa messicana.

Campagna “no kid junk food”: di cosa si tratta?

La decisione riguarda lo stato di Oaxaca nel sud del Messico. Si tratta di una scelta che avrebbe dovuto vedere la luce già mesi fa, ma procrastinata in seguito all’emergenza Covid-19. Tuttavia, proprio quest’ultima ha fatto da riminder all’istituzione regionale. Di fatti, la situazione coronavirus è stata ed è tutt’oggi una dimostrazione di quanto l’essere umano sia fragile, e di quanto la salute sia fondamentale.

Ancor prima che scoppiasse la pandemia globale, erano già i dati a parlare chiaro. Il Messico risulta al primo posto nella classifica mondiale relativa all’obesità infantile e al secondo per l’obesità in età adulta. Secondo i dati dell’Ocse, il 73% di tutta la popolazione messicana è in sovrappeso, oppure obesa. Alla luce di ciò, nel 2014 il paese è stato il primo a introdurre una soda tax, e da allora i consumi si sono ridotti di circa il 7,5%. Una soda tax, non è altro che una tassa sulle bibite zuccherate, in quanto nocive per la salute.

campagna "no kid junk food"

Non solo il Messico

Il problema dell’obesità infantile e adulta, e in generale molte patologie croniche e acute soprattutto a livello del sistema cardiocircolatorio, affliggono sempre di più i paesi economicamente più sviluppati. Prima causa di ciò, è sicuramente da ricercare nelle abitudini alimentari delle persone. Di fatti, si tende sempre di più all’eccesso, dimenticando il valore del cibo e della salute, oltre a non curandosi degli sprechi. In realtà, basterebbero poche accortezze per comprendere i propri bisogni, facendo così un regalo al nostro organismo e al pianeta in cui abitiamo.

Purtroppo, i gusti dei bambini sono caricati da una miriade di stereotipi, secondo i quali per soddisfarli sono assolutamente indispensabili hamburger, patatine fritte e bibite gassate cariche di zuccheri. In realtà, i bimbi sviluppano le loro preferenze alimentari in base a ciò che viene loro proposto. Perciò, se si abituano i propri figli a nutrirsi di junk food, di riflesso loro crederanno di non poterne fare a meno. Al contrario, se fin dalla più tenera età li nutriamo con alimenti salutari, loro riconosceranno quel tipo di cibo come familiare. Dunque lo apprezzeranno senza alcun problema.

Dunque, possiamo considerare la campagna messicana “no kid junk food” una manovra intelligente, oltre che necessaria. Tuttavia, il buon detto “prevenire è meglio che curare“, è sempre valido e veritiero. Perciò, impariamo a educare i bambini al buon cibo, ed eviteremo di prendere misure eccezionali in futuro, finalizzate a preservare una salute già di per sé precaria.

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