Piccole botteghe da ogni angolo del mondo, che propongono cibi di vario tipo ma con il denominatore comune di biodiversità, naturalità e artigianalità. E’ il Mercato Metropolitano recentemente aperto sulla Audley Steet a Londra, nell’esclusivo quartiere di Mayfair, una delle zone più fashion della capitale inglese. In realtà questo è il secondo Mercato Metropolitano aperto a Londra, dopo quello situato nel quartiere di Elephant and Castle, ed è stato costruito all’interno di una chiesa sconsacrata del 1800. Il progetto è iniziato durante l’Expo di Milano del 2015 dall’imprenditore milanese Andrea Rasca, ex braccio destro di Oscar Farinetti, con l’obiettivo di “tornare alla ristorazione genuina di 70 anni fa”.

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Mercato Metropolitano, incontro di popoli alla scoperta del cibo vero

Entrando nel Mercato Metropolitano di Mayfair si viene accolti da una moltitudine di profumi, odori e sensazioni che portano la firma della genuinità e della tradizione. Nonostante l’idea sia tipicamente italiana, il Mercato Metropolitano ospita cucine da tutto il mondo e solo il 20% è rappresentato dalla cucina italiana. “L’idea di essere per forza solo italiani” ha detto Andrea Rasca a Forbes “è restrittiva, mi piacerebbe creare ed alimentare il movimento all’interno dei vari Paesi, integrando le loro biodiversità”. E proprio quest’ultima è la parola a cui gira intorno tutto il progetto del Mercato Metropolitano.

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Sui due piani della suggestiva chiesa sconsacrata di Myfair si trovano piccole botteghe provenienti da ogni angolo del mondo, che mettono in vendita le prelibatezze della cucina del loro Paese. Si possono trovare, ad esempio, il banchetto della pizza di Fresco di Napoli, quello dei Panini Bao o quello degli gnocchi al vapore del Food Factory Project. E ancora sono protagonisti il gelato di Badiani di Firenze, la birra prodotta in loco da Michele Amedeo Tieghi, Felix Bollen e Anton Borkmann e lo champagne bio. Si trovano anche botteghe insolite, come un’Ape Piaggio trasformata in una friggitoria siciliana, dove si possono gustare deliziose arancine, pane e panelle, cannoli e cassatine.

Quello che caratterizza le botteghe presenti nel Mercato Metropolitano è la genuinità e l’artigianalità dei prodotti in vendita. Un luogo completamente all’opposto dei supermercati, dove si trovano prodotti standardizzati e ottimizzati su scaffali ordinati. “No chimica, no plastica, no grandi gruppi industriali” ha detto Rasca in un’intervista su Forbes, aggiungendo che “teniamo troppo alla salute nostra e del nostro pianeta per accettare ancora di essere in balia di scelte altrui”.

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La rapida ascesa del Mercato Metropolitano

Il manager milanese sembra averci visto giusto con la sua idea di luoghi in cui è protagonista la biodiversità e i prodotti artigianali. Si contano già 150 mila presenze al mese al Mercato Metropolitano di Elephant and Castle: 4 milioni di persone l’anno che si recano qui per concedersi un momento di convivialità in uno dei 1000 posti a sedere e gustare prelibatezze da tutto il mondo. E così il Mercato Metropolitano ha scalato le classifiche del Financial Times, diventando uno dei cinque migliori ristoranti di Londra.

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Il progetto, tuttavia, è ancora in divenire. Dopo i due punti aperti a Londra, Rasca ha già in programma nuove location a Boston e New York, ma sono arrivate richieste anche da Bruxelles, Parigi e Tokyo.

Entrare a far parte del Mercato Metropolitano per vendere e promuovere nelle grandi città i propri prodotti non è poi così complicato. Alla base del progetto c’è un vero e proprio MManifesto, basato sui valori di artigianalità, naturalità, comunità e sostenibilità. L’idea è rivolta a tutti: basta, infatti, un iniziale investimento irrisorio per entrare, dando la possibilità di partecipare anche ai giovani imprenditori. E’ richiesta, poi una percentuale sulle vendite, ma il Movimento segue ogni bottega passo per passo, proprio come in una comunità. “Siamo una grande piattaforma che incuba i progetti di giovani che vogliono diventare imprenditori”, è l’incoraggiamento di Andrea Rasca.

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