Il whisky è un distillato ottenuto dalla fermentazione e distillazione di vari cereali, in particolare l’orzo.

Gli ingredienti principali sono tre: acqua di sorgente purissima, cereali e lieviti.

Negli ultimi anni i consumi di whisky hanno riscoperto una crescita graduale e costante smuovendo le più svariate curiosità dei foodie di tutto il mondo.

Single Malt Whisky

Nel whisky di malto singolo o “Single Malt il malto di cereali sostituisce quello d’orzo, presente invece in altri tipi di whisky come il blended.

È, proprio questa miscela di malto a renderlo così speciale.

L’appellativo singolo indica inoltre che la produzione sia avvenuta in realtà in un’unica distilleria.
L’annata sull’etichetta indica l’eta del whisky più giovane della miscela.

Il single malt, associato particolarmente con la Scozia, viene prodotto in diversi altri paesi come Canada, Stati Uniti, Inghilterra, Giappone, Australia, India, nonché in molte nazioni del continente europeo come l’Italia.

Tuttavia il primato per qualità e varietà rimane scozzese.

Il whisky single malt deve il suo particolare sapore al malto d’orzo, ma non è l’unico elemento a renderlo così speciale.

La denominazione d’origine

Il primo atto legislativo in merito al whisky avviene nel 1988, quando venne approvato dal Parlamento britannico un regolamento chiamato “Scotch Whisky Act“.

Il single malt viene infatti distillato esclusivamente in alambicchi e deve essere invecchiato per un periodo minimo di 3 anni, in botti di rovere che non possono superare i 700 litri di capienza. Queste regole imposte dalla denominazione di origine sono limitate esclusivamente ai whisky scozzesi.

Infine, nella fabbricazione impiegano dell’E150a Caramello (un colorante solubile), sempre con l’approvazione della denominazione di origine.

Le fasi produttive sono macerazione, germinazione, essiccazione, infusione (mashing), fermentazione, distillazione, maturazione, imbottigliamento e filtratura.

Si tratta di un processo molto simile a quello di altri tipi di whisky ma con alcune piccole differenze che lo rendono unico e diverso nel suo genere.

Il single malt deve essere prodotto impiegando esclusivamente orzo maltato.

L’orzo solitamente può provenire da ovunque, ma nel caso del single malt deve provenire esclusivamente dall’area di produzione.

Le distillerie giapponesi, per sopravvivere alla domanda, importano l’orzo dall’Inghilterra. Trattando la materia prima in Giappone, per quanto riguarda le fasi di maturazione e distillazione, il whisky prodotto può portare la dicitura single malt.

Essendo il contenuto una miscela di botti di annate differenti: ne risulta che da ogni distillazione se ne ricavi un prodotto diverso dal precedente.

Esistono alcuni single malt che seguono una procedura particolare rendendoli più rari e di conseguenza più costosi.

Si tratta dei single malt che provengono da una singola botte.

Da una botte in rovere possono essere messe sul mercato tra le 200 e le 600 bottiglie, a seconda della dimensione.

La terminologia in fatto di whisky diventa ogni giorno sempre più dettagliata e precisa nel corso del tempo. Infatti esistono dei corsi, non solo in diverse città della Scozia ma anche nel resto del mondo, atti a costruire una conoscenza completa sia in fatto di degustazione che di produzione.

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