Caffè Elisir di lunga vita (se sappiamo come farlo)

La bevanda dall'aroma unico e intenso potrebbe farci vivere più a lungo e più felici: a patto di prepararla nel modo corretto

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caffè elisir

Notizie stupefacenti per gli amanti del caffè perché è dimostrato come sia un Elisir di lunga vita. Del resto, i consumatori abituali di questa bevanda corroborante hanno sperimentato sulla loro pelle come il caffè sia un ottimo alleato per vivere più a lungo e in salute. E (perché no?) più felici. Ma attenzione però. Per sfruttare queste sue proprietà ed evitare effetti nocivi bisogna prepararlo nel modo corretto. E noi italiani, cultori della bevanda, sappiamo come estrarre le potenzialità da questo Elisir?

Caffè più che un piacere un rito?

Comunque lo si preferisca il caffè è un Elisir stupefacente, nel senso letterale del termine. Sì, perché i suoi preziosi chicchi contengono caffeina, la sostanza psicotropa (legalizzata) più consumata al mondo. Aromatizzato, nero, lungo o macchiato. Ma anche americano, ristretto o corretto. Sono alcuni esempi di come gustarlo. Inoltre, il caffè può essere preparato in modi diversi che cambiano in base alla latitudine e ai gusti personali. Alla turca o filtrato con la French press. Con la caffettiera o la “moka”. Insomma, il caffè è un rito prima che un piacere. Tanto che per molte persone sarebbe impensabile iniziare la giornata senza. (Io stessa, scrivendo l’articolo, trattengo a stento la voglia di preparare una caffettiera!). Oggi i fan dei chicchi tostati e macinati avranno una scusa in più per consumare la loro bevanda preferita. Oltre che un vero e proprio Elisir per la vita eterna. E noi italiani sappiamo come fare?

Gli studi

Il caffè non appaga solo i sensi. Recenti studi hanno dimostrato che se preparato nel modo corretto il caffè potrebbe influire positivamente sulla salute generale dell’organismo. Tanto da farci guadagnare in longevità. Mercoledì, sull’European Journal of Preventive Cardiology è stato pubblicato l’ennesimo articolo sul tema. Stavolta firmato dal professor Dag Thelle, ordinario del Dipartimento di medicina pubblica dell’Università di Göteborg in Svezia. Per 30 anni, il professore ha osservato gli effetti sull’organismo del consumo abituale della sostanza, specialmente quelli a lungo termine. Il risultato? Una bella notizia e un’altra pessima. Soprattutto per noi italiani. Vediamo il perché.

Caffè: Elisir a una condizione

Come ha riferito il docente, “Il nostro studio fornisce prove schiaccianti circa il legame esistente tra metodi di preparazione del caffè, rischio cardiovascolare e longevità”. Quindi attenzione: il caffè è un Elisir a patto di prepararlo nel modo coretto. “Il caffè non filtrato contiene sostanze che aumentano il colesterolo nel sangue. L’uso di un filtro le rimuove e riduce il rischio di arresti cardiaci e morte prematura”. Ad esempio, gli scienziati hanno dimostrato che in una tazza di caffè non filtrato è disciolta una concentrazione di sostanze che aumentano i lipidi nel sangue 30 volte maggiore rispetto al caffè filtrato. Quindi, bere caffè non filtrato provoca un aumento dei livelli di colesterolo totale e LDL (quello cattivo) nell’organismo. Il che potrebbe essere dannoso per la salute del cuore e del sistema cardiovascolare, anziché rappresentare un Elisir di lunga vita.

Ma come?

Una brutta notizia per gli estimatori della French press o dei metodi di preparazione del caffè turco e greco. Purtroppo, anche per noi italiani. Come osserva Thelle per evitare danni al sistema cardiovascolare è necessario filtrare il caffè per eliminare quelle sostanze che potrebbero rivelarsi dannose per il nostro organismo e incidere sulla probabilità di sviluppare problemi cardiaci. “Ci siamo chiesti se questo effetto sul colesterolo avrebbe provocato ulteriori infarti e morte per malattie cardiache“, ha spiegato il professor Thelle. “Quindi abbiamo avviato uno studio su una vasta popolazione e diversi decenni dopo stiamo segnalando i risultati”. In effetti, le ricerche ha interessato un campione rappresentativo della popolazione norvegese.

Lo studio

Poco più di 500.000 persone, tra uomini e donne dai 20 ai 79 anni, e in buona salute. Ciascun partecipante aveva compilato un questionario nel quale si chiedevano le loro abitudini nel consumo di caffè: non solo la quantità ma anche il metodo di preparazione. In ossequio al rigore scientifico, il professor Thelle aveva considerato anche le variabili che potevano influenzare la ricerca. Come il fumo o la frequenza dell’attività fisica. Ma anche parametri personali tra cui altezza, peso, pressione sanguigna e livelli di colesterolo nel sangue. In una media di vent’anni di studio, circa 46.000 soggetti sono deceduti. Di questi, quasi un quarto di loro a causa di malattie cardiovascolari. Circa la metà per infarto. Eppure, il rischio di morte per malattia cardiovascolare dei consumatori abituali di caffè (anche non filtrato) era minore di chi non consumasse affatto la bevanda.

I risultati

Rispetto al non assumere la bevanda, gli scienziati hanno osservato che il caffè filtrato riduce del 15% il rischio di morte per una qualsiasi causa. Quanto alla morte da malattie cardiovascolari, un consumo abituale di caffè riduce il rischio del 12% negli uomini e del 20% nelle donne. Mentre il tasso più basso di mortalità ha riguardato coloro che consumano da 1 a 4 tazze di caffè filtrato ogni giorno. “La constatazione secondo la quale chi consumi la bevanda filtrata presenti condizioni di salute migliori rispetto a chi non beva affatto caffè non potrebbe essere spiegata da altre variabili quali l’età, il sesso o lo stile di vita” ha precisato Thelle. “Pertanto riteniamo il risultato attendibile”, ha concluso.


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Caffè come Elisir di lunga vita?

Il caffè non filtrato contiene sostanze che aumentano il colesterolo. L’uso di un filtro le rimuove e rende meno probabili gli attacchi di cuore e la morte prematura”, ha concluso Dag Thelle. Un’opinione condivisa da Lisa Drayer, dietista e collaboratrice della CNN. L’esperta di salute e alimentazione ha riferito che “Il caffè non filtrato, come il caffè greco e turco o il caffè prodotto nella French press contiene una maggiore quantità di cafestol e kahweol“. Queste sono le “Sostanze chimiche presenti nelle goccioline di olio che galleggiano nel caffè e nei fondi”, prosegue Drayer. Le quali “Possono incrementare i livelli di trigliceridi e colesterolo LDL”. Per ciò, il miglior modo di consumare il caffè è quello di filtrarlo “Ad esempio con un filtro di carta, che può aiutare a intrappolare queste sostanze chimiche” disciolte nella parte oleosa dei chicchi.

Caffè è Elisir (se fatto nel modo giusto)

Ad ogni modo, questi dati si aggiungono all’elenco di ricerche che attestano i benefici sulla salute che derivano da un consumo moderato di caffè. Secondo l’American Heart Association il caffè – che ora sappiamo di dover consumare dopo averlo filtrato – influisce positivamente sulla concentrazione, migliora l’umore e le prestazioni fisiche. Nel 2017 il British Medical Journal aveva pubblicato un importante studio che, dopo aver preso in considerazione oltre 200 parametri medico-scientifici, era giunto alla conclusione per la quale sarebbe consigliato consumare da una a quattro tazze di caffè nero al giorno per trarre i migliori benefici sull’organismo.


Caffeina: dosiamo le giuste quantità


I benefici del consumo (morigerato) di caffè

Se si rispettano queste dosi, il caffè aiuterebbe a ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diversi tipi di malattie oncologiche, disturbi neurologici, metabolici ed epatici così come avrebbe effetti positivi sulla longevità in generale. Altri test hanno evidenziato che un consumo regolare di caffè ridurrebbe il rischio di melanoma, infarto, sclerosi multipla, diabete di tipo 2, malattie epatiche, cancro alla prostata, morbo di Alzheimer, dolori posturali e molto altro. Attenzione, però. In medio stat virtus. Per cui è meglio non abbandonarsi al caldo aroma senza freni inibitori e consumare comunque la bevanda con accortezza. 

Per riassumere

  • In Norvegia uno studio ventennale ha testato gli effetti di un consumo abituale di caffè su un campione di oltre mezzo milione di uomini e donne di età compresa tra i 20 e i 79 anni.
  • I risultati hanno mostrato che il consumo abituale di caffè infuso e non filtrato aumentava il rischio di morte nei soggetti di età pari o superiore ai 60 anni per complicanze cardio vascolari. Comunque minore rispetto al non assumere affatto la bevanda.
  • Invece, l’Elisir di giovinezza è assumere regolarmente caffè filtrato (specie se con un filtro di carta) perché riduce il rischio di morte dal 12 al 20%.

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