È dolce, mette di buon umore, per lui c’è sempre posto… lui è il cioccolato! Oggi è la giornata internazionale del cioccolato, che è uno degli alimenti preferiti al mondo.

Perché proprio il 7 luglio?

Il 7 luglio del 1847 fecero la loro comparsa le barrette solide di cioccolata, pronte da gustare. Per questa pratica invenzione si deve ringraziare Joseph Fry, produttore di cioccolato inglese, attivo nel campo dell’impresa dolciaria nella II metà del ‘700.

Un po’ di storia… la bevanda sacra

L’albero del cacao nasce nelle terre dell’America centrale, dove le popolazioni locali lo consideravano un dono degli Dei.

I Maya credevano che fosse la divinità Kukulkan a portare il cioccolato agli uomini e che in quanto tale fosse una sostanza divina. Gli Aztechi utilizzavano la polvere di cacao come bene per praticare il baratto e come preziosa merce di scambio.

Le fave dell’albero di cacao venivano sottoposte ad una fine lavorazione, per ricavarne la preziosa polvere. Tale pratica, si dice, risale al 1900 a.C.

E nel Vecchio Continente?

Il cioccolato era invece del tutto sconosciuto alle popolazioni europee.

A Cristoforo Colombo va riconosciuto il merito dell’arrivo del cioccolato nel Vecchio Continente. Alla scoperta dell’America (1492) seguì quindi la scoperta del cioccolato, nel 1502 precisamente.

Quando Colombo entrò in contatto con le popolazioni azteche, queste gli offrirono in omaggio le fave di cioccolato. Fu dunque lui, il primo europeo a conoscerne l’esistenza, ed il sapore!

Successivamente, con la colonizzazione delle Americhe, il condottiero spagnolo Hernan Cortés, ricevette in dono la cioccolata sotto forma di bevanda calda, in occasione della sua visita al re Montezuma II, in Messico.

Da quel momento il profumo della cioccolata “invase” le case delle famiglie più ricche dell’aristocrazia europea.

Affari d’oro… o di cioccolata

Approdata nel Vecchio Continente a poco a poco, divenne un prodotto alimentare privilegiato a cui molti imprenditori si interessarono, rendendolo l’oggetto di un propizio giro d’affari.

Affinata la produzione, la cioccolata liquida ed il cacao in polvere non mancarono più sulle ricche tavole imbandite di nobili e borghesi, che non volevano rinunciare al “nettare degli dei”.

Oggi, la produzione di cioccolata si concentra maggiormente in Brasile, Colombia e Costa d’Avorio. Infatti, l’altissima richiesta di cioccolato da parte del mercato ha portato ad espanderne la coltivazione.

Benefici e curiosità

Se agli inizi era un lusso con il passare del tempo il cioccolato, in tutte le sue forme, si fece conoscere da tutti i palati.

Qual è il segreto del cioccolato, questo alimento così amato, così ricercato e misterioso, che arriva da lontano?

Studiosi ed esperti hanno in effetti dimostrato che la cioccolata possiede non poche risorse benefiche, giovando alla salute fisica e mentale.

Chi ha detto che mangiare la cioccolata fa venire le carie ai denti non sapeva che, il cioccolato (fondente) produce degli agenti antibatterici che ne prevengono, al contrario, la formazione!

Il cioccolato poi, è una ricca fonte di energia: stimola la concentrazione mentale, per cui è ottimo per affrontare dure sessioni di studio o lavoro “matto e disperatissimo”.

Il suo solo profumo, afrodisiaco, induce l’organismo a rilasciare endorfine, tanto da portare a uno stato di rilassamento psico-fisico, fungendo anche talvolta come analgesico.

Fondente o al latte?

Quanto segue potrebbe deludere gli amanti del cioccolato al latte o forse incentivare al consumo di cioccolata fondente!

Infatti, più è fondente più alta è la percentuale di cacao ivi contenuta e di conseguenza la portata dei benefici sarà maggiore.

È stato dimostrato che la cioccolata fondente contiene sostanze che attivano e stimolano le percezioni sensoriali. Spesso dunque, se mangiata in quantità considerevole, può perfino indurre euforia. Da questo punto di vista, in effetti, si è portati a ritenere che l’effetto della cioccolata sia paragonabile a quello generato dai prodotti derivanti dalla lavorazione della cannabis. In poche parole, la marijuana.

Alleato contro la depressione

Infine, il suo potere di risollevare l’umore è forse il più noto a tutti. In effetti, si tende ad associare, ormai in maniera inconscia, la cioccolata alla felicità.

La cioccolata mette allegria, addolcisce una giornata grigia e ce la concediamo quando sentiamo che il nostro umore cola a picco. Infatti, tutto ciò non è un caso. La cioccolata, fondente, aumenta la produzione di serotonina, la cui scarsa presenza nell’organismo è sinonimo di depressione e stress. Di conseguenza, l’aumento di questa sostanza porta ad un miglioramento dello stato mentale dell’individuo.

La serotonina è anche, non a caso, definita come “l’ormone del buon umore” o “ormone della felicità”. Ecco perché, consumare cioccolata conferisce quella sensazione di benessere e vitalità.

La memoria ringrazia…

Dulcis in fundo, tra i benefici che possiamo trarre dal consumo di questo dolce alimento vi è il miglioramento della memoria.

Uno studio ha infatti dimostrato che la regolare assunzione di cioccolata, fondente ben inteso, apporti un alta percentuale di fosforo e flavonoidi, fondamentali per migliorare lo stato della propria memoria e l’abilità a ricordare.

E così anche il senso di colpa per aver mangiato quel quadratino in più dalla tavoletta di cioccolata svanirà, impallidendo dinnanzi alla lunga lista di benefici che se ne possono trarre!

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