Matcha mania: come si beve oggi la polvere verde che ha conquistato il mondo

Must Try

Dal rito del tè giapponese ai matcha latte, dalle preparazioni tradizionali alle ricette contemporanee: il matcha è diventato uno dei simboli della nuova cultura del tè. La caratteristica polvere verde ha ormai superato i confini del Giappone, entrando nelle caffetterie, nelle cucine e nei rituali quotidiani di milioni di persone.

Una crescita alimentata anche dai social network, dove il colore brillante e le preparazioni scenografiche hanno contribuito a trasformare il matcha in un vero fenomeno internazionale. Ma dietro la sua popolarità c’è una cultura antica fatta di territori, tecniche di lavorazione e gesti precisi.

A raccontare questa evoluzione è Giusmìn, boutique milanese dedicata al mondo del tè, che attraverso ricerca, selezione e degustazione propone un approccio contemporaneo alla tradizione giapponese.

Il matcha secondo Giusmìn

La selezione di Giusmìn nasce da un lavoro attento sulle caratteristiche delle diverse produzioni: origine, qualità, profilo aromatico e resa in tazza sono gli elementi che guidano la scelta.

Attualmente il matcha proposto dalla boutique proviene da Uji, territorio vicino a Kyoto considerato uno dei luoghi simbolo della cultura del tè giapponese. Qui la produzione dei tè ombreggiati vanta una storia secolare e il matcha rappresenta una delle espressioni più importanti di questa tradizione.

Il risultato è una polvere dal colore verde intenso e dal profilo aromatico complesso. In degustazione emergono inizialmente note vegetali fresche, seguite da un umami pieno e persistente e da una naturale dolcezza. Una delicata componente astringente contribuisce a rendere l’assaggio equilibrato, mentre la consistenza avvolgente permette al tè di esprimersi anche quando viene consumato in purezza.

Queste caratteristiche rendono il matcha versatile anche nelle preparazioni contemporanee. Può essere utilizzato per il tradizionale tè preparato con chawan e chasen, la ciotola e il frustino in bambù, ma anche per matcha latte, bevande fredde e ricette dolci.

“Il matcha è forse il tè che più di tutti mette in dialogo tradizione e contemporaneità. È antico nei gesti, ma modernissimo nel gusto e nell’immaginario che lo circonda”, racconta Francesco Rossi, founder di Giusmìn.

Hojicha, il lato tostato del tè giapponese

Accanto al matcha, la proposta di Giusmìn comprende anche Hojicha, un tè giapponese completamente diverso per lavorazione e caratteristiche organolettiche.

Le foglie di tè verde vengono sottoposte a una tostatura intensa e successivamente macinate fino a ottenere una polvere fine. Il colore passa dal verde brillante del matcha a una tonalità più calda e bruna, mentre il profilo aromatico assume note che ricordano cacao, caffè e caramello.

Il risultato è una bevanda morbida, calda e avvolgente, caratterizzata da una naturale dolcezza. Anche l’Hojicha può essere preparato con acqua oppure abbinato al latte, diventando inoltre un ingrediente interessante per dessert e altre ricette.

Non si tratta quindi di una semplice alternativa al matcha: l’Hojicha rappresenta una diversa interpretazione del tè giapponese in polvere, più tostata e confortante.

Come nasce il matcha

Per comprendere il successo del matcha è necessario partire dalla sua particolare lavorazione.

Alcune settimane prima della raccolta, le piante di tè vengono ombreggiate, riducendo la quantità di luce che raggiunge le foglie. Questo processo modifica la composizione della pianta e contribuisce allo sviluppo del caratteristico colore verde intenso e del profilo umami.

Dopo la raccolta, le foglie vengono cotte a vapore e asciugate. Successivamente vengono eliminati gambi e nervature, ottenendo il tencha, la materia prima destinata alla produzione del matcha.

Le foglie vengono infine macinate molto lentamente, tradizionalmente attraverso mulini in pietra, fino a trasformarsi in una polvere estremamente fine.

È proprio questo aspetto a distinguere il matcha dagli altri tè: non si beve soltanto l’infuso, ma la foglia intera, sospesa nell’acqua.

Il chasen permette di amalgamare la polvere fino a ottenere una consistenza uniforme e una caratteristica schiuma superficiale.

Dal chasen al bicchiere di matcha latte

La popolarità internazionale del matcha ha trasformato anche i suoi rituali.

Il gesto tradizionale convive oggi con preparazioni fredde, bicchieri da asporto e ricette che utilizzano il matcha come ingrediente. Il matcha latte è probabilmente l’esempio più conosciuto di questa evoluzione: il gusto vegetale e umami della polvere incontra la morbidezza del latte, dando vita a una bevanda accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta al tè giapponese.

Il successo del matcha dimostra così come una tradizione possa cambiare senza necessariamente perdere la propria identità. La preparazione contemporanea amplia le occasioni di consumo, mentre il prodotto continua a mantenere un forte legame con la cultura e i territori dai quali proviene.

La ricetta di Giusmìn: matcha latte al gelsomino

Tra le interpretazioni proposte da Giusmìn c’è anche il matcha latte al gelsomino, una ricetta che mette insieme due tè differenti senza ricorrere ad aromi aggiunti al matcha.

Il procedimento comincia la sera precedente. Le foglie di tè verde al gelsomino vengono lasciate in infusione direttamente nel latte e mantenute in frigorifero per tutta la notte.

Il giorno successivo il latte viene filtrato e utilizzato come base per il matcha latte. Il risultato è l’incontro tra le note vegetali e umami del matcha e quelle più delicate e floreali del gelsomino.

Ingredienti

  • 250 ml di latte o bevanda vegetale
  • 3 g di tè verde al gelsomino
  • 2 g di matcha
  • 50 ml di acqua
  • ghiaccio

Preparazione

Lasciare il tè verde al gelsomino in infusione nel latte per una notte, conservandolo in frigorifero.

Il giorno seguente filtrare accuratamente il latte. Setacciare il matcha e lavorarlo con il chasen insieme a poca acqua a circa 70 °C, fino a ottenere una consistenza uniforme.

Riempire il bicchiere con il ghiaccio, aggiungere il latte al gelsomino e completare con il matcha.

La cultura del tè oltre la tazza

Per Giusmìn, la nuova popolarità del matcha rappresenta anche un’occasione per avvicinare un pubblico sempre più ampio alla cultura del tè.

La boutique milanese affianca infatti alla vendita attività di ricerca, degustazioni, workshop e momenti dedicati alla preparazione. Un modo per conoscere non soltanto il prodotto finale, ma anche i territori d’origine, le tecniche di lavorazione e i gesti che accompagnano ogni tazza.

In questa direzione si inseriscono le Tea Class organizzate nella boutique di via Achille Maiocchi 15 a Milano, pensate come momenti di approfondimento e pratica.

La prossima lezione, in programma domenica 18 ottobre 2026, sarà dedicata proprio al matcha e all’Hojicha in polvere, mettendo a confronto due espressioni molto diverse del tè giapponese.

Giusmìn, il tè in una chiave contemporanea

Nata nel 2019 a Milano, nel quartiere di Porta Venezia, Giusmìn è una bottega dedicata a tè e tisane che interpreta il mondo dell’infusione attraverso ricerca, gusto e sperimentazione.

La selezione comprende tè puri, miscele originali e accessori, con particolare attenzione alla qualità delle materie prime e alla storia che accompagna ogni prodotto.

Il progetto porta il tè anche al di fuori dei contesti più tradizionali, attraverso degustazioni, workshop e collaborazioni con realtà legate alla moda e al design.

Il fenomeno matcha diventa così qualcosa di più di una semplice tendenza. È l’incontro tra una tradizione millenaria e un modo contemporaneo di vivere il gusto, capace di trasformare una polvere verde in un rituale quotidiano, un ingrediente gastronomico e un nuovo linguaggio della cultura del tè.

- Advertisement -spot_img

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Acquista oraspot_img

Latest Recipes

- Advertisement -spot_img

More Recipes Like This

- Advertisement -spot_img