Il dragon fruit, o Pitaya, è il frutto delle piante del genere Hylocereus, dei cactus molto simili ad una palma che producono un frutto dall’aspetto molto esotico.
Come tutti i cactus è originario delle Americhe ed è un parente del fico d’india. In Cina, dove fu introdotto subito dopo la sua scoperta, circolava la leggenda che fosse un uovo di drago o che fosse prodotto dal solidificarsi del fuoco di un drago.

Il dragon fruit ha una forma ovoidale, di circa 10 centimetri. La bianca polpa trapunta di piccoli semi neri è racchiusa in una buccia viola orlata di brattee verdognole molto decorative. Talvolta la polpa può essere anch’essa violacea ed esiste una variante a buccia gialla con brattee meno appariscenti. Il sapore è tenue e delicato, lievemente floreale e molto acquoso, al punto da poter ricordare un po’ il cetriolo.

Nei semi (dai quali viene estratto un olio) troviamo una rilevante concentrazione di acidi grassi e di vitamina E, contiene anche vitamina C, vitamina B1, ferro e fosforo. Ha buone capacità antiossidanti, ideali per combattere i radicali liberi.

Secondo gli esperti il suo consumo è consigliabile anche per ridurre i livelli del colesterolo cattivo.

Ottima fonte di grassi monoinsaturi, fondamentali per proteggere la salute del cuore è altresì apprezzata per la sua capacità di migliorare le funzioni digestive. Grazie all’alta presenza di fibre, può ad esempio aiutare a combattere i problemi legati alla lenta digestione e alla pigrizia intestinale. Le fibre contenute della Pitaya potrebbero inoltre aiutare a tenere sotto controllo il diabete, stabilizzando i livelli di zucchero nel sangue.

Ha una pelle molto facile da pelare, come fosse un ficodindia privo di spine. La polpa al suo interno può essere mangiata con un cucchiaino o tagliata a fette. È ottimo nelle insalate di frutta e come sorbetto.

I semi di Pitaya sono facilmente reperibili online e la coltivazione casalinga è molto semplice, simile a quella di una qualsiasi pianta grassa, adatta anche a chi non ha il “pollice verde”!

 

Dott.ssa Elisa Fiore

 

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