Si chiamano Amy, Aker e James, e sono dei nuovi «dipendenti tecnologici» che lavorano quotidianamente in un ristorante olandese di Maastricht. Sono dei camerieri robot che i proprietari del locale hanno introdotto in questo periodo di emergenza sanitaria per far sì che vengano rispettate tutte le norme di sicurezza anti-coronavirus, assicurando al contempo ai clienti il rispetto del distanziamento sociale. Alla riapertura del 1° giugno dopo la fine del lockdown, gli avventori hanno potuto interagire con questi automi di ultima generazione che coadiuvano il personale di sala e della cucina che deve necessariamente essere in carne ed ossa.

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I camerieri robot sono dotati di braccia meccaniche e hanno delle faccine con espressioni simpatiche e illuminate a led che mettono a proprio agio la clientela. Sono dei bot innovativi tecnologicamente anche se programmati per svolgere dei compiti piuttosto semplici ma fondamentali per limitare al minimo i contatti con le persone e mantenere il distanziamento di almeno un metro fra le persone. Tra i compiti principali, quello di misurare la temperatura corporea all’ingresso, di raccogliere le ordinazioni ai tavoli e di consegnare i piatti.

Ristorante Dadawan: i robot che servono ai tavoli.

All’entrata c’è James che svolge le funzioni di maitre e che ha il primo compito di controllare la temperatura: se la sua faccina passa dal colore blu al verde il cliente può accedere tranquillamente, mentre se diventa rossa vuol dire che si va oltre i 37,5 gradi consentiti e non si può entrare. Quando si è al tavolo, arrivano Amy o Aker che prendono gli ordini, li consegnano in cucina e poi fanno il percorso inverso per portare le pietanze richieste.

I camerieri robot potrebbero essere confermati anche dopo l’emergenza coronavirus

I nuovi camerieri robot del ristorante Fusion Dadawan non appoggiano direttamente i piatti e i bicchieri sui tavoli per non entrare direttamente a contatto con le persone. Infatti sono dotati di vassoi incorporati che permettono ai clienti di servirsi da soli in piena sicurezza. Il titolare del locale di Maastricht, Danny Deng, ha dichiarato che il progetto è stato varato per dare una soluzione in più in occasione di questa «nuova normalità» e per dare ai commensali la possibilità di sentirsi più sicuri a tavola. Inoltre ha aggiunto che, qualora la loro attività dovesse risultare utile e di successo, verrebbero confermati anche per il futuro quando la pandemia da Covid-19 sarà superata.

I camerieri robot di Maastricht misurano anche la temperatura.

Ovviamente gli automi non possono subentrare totalmente ai lavoratori umani perché ci sono dei compiti che non possono svolgere. Sono stati programmati semplicemente per servire ai tavoli e costantemente devono essere svuotati dei vassoi e reimpostati in base alle attività che devono compiere all’interno del ristorante olandese. La loro importanza consiste proprio nel ridurre le mansioni dei dipendenti tradizionali per fare in modo che si mantenga il distanziamento sociale senza alcun pericolo.

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