Gordon Ramsay è finito nell’occhio del ciclone. Il famoso cuoco è stato duramente attaccato dall’opinione pubblica per aver licenziato improvvisamente i suoi circa 500 dipendenti in seguito alla chiusura dei 12 ristoranti londinesi di sua proprietà per effetto delle restrizioni varate dal governo britannico per la tutela della salute pubblica. In particolare, non è piaciuto l’atteggiamento del personaggio televisivo inglese che, dopo aver annunciato la serrata dei suoi locali, si era rivolto alla Gordon Ramsay Family, invitando tutti a sostenersi l’uno con l’altro «per uscirne tutti insieme, ancor più forti di prima». In realtà, a poche ore da questo proclama, ha fatto partire le email di fine rapporto lavorativo per tutti i suoi dipendenti.

In questo periodo, anche lo chef britannico è in isolamento domiciliare con la sua famiglia. Di recente, è intervenuto in streaming al programma Heart Breakfast. Qui ha raccontato come sta trascorrendo la sua quarantena e, nella speranza di recuperare qualche consenso tra il pubblico, si è mostrato come un padre simpatico e premuroso. Ha spiegato ironicamente che ormai è al servizio dei suoi figli che, approfittando della sua presenza in casa, gli chiedono di preparargli qualsiasi tipo di manicaretto. E lui, da bravo papà, li accontenta.

Gordon Ramsay ha licenziato 500 dipendenti.

L’operazione-simpatia tentata dal ristoratore 53enne, però, non sembra essere andata per il meglio. Diversi utenti dei social network hanno continuato a criticarlo, affermando che l’immagine ironica e premurosa che ha voluto dare di sé risulta del tutto falsa e terribilmente in contrasto con il dramma che stanno vivendo tutti quei dipendenti da lui licenziati. D’altronde, in molti non hanno digerito il fatto che Ramsay abbia garantito al suo ormai ex staff soltanto un mese e mezzo di stipendio, senza alcuna garanzia di riassunzione alla fine dell’emergenza coronavirus.

Gordon Ramsay rischia di perdere sponsor e programmi

L’indice di gradimento di Gordon Ramsay è calato ulteriormente anche per un altro motivo. Diverse persone hanno notato che, a differenza di altri illustri colleghi che in questo periodo di emergenza si stanno impegnando nel fornire il loro contributo ai meno fortunati, cucinando ad esempio dei pasti gratis, lui non ha mai fatto tutto ciò. I suoi detrattori gli imputano di aver continuato a mostrarsi come imprenditore senza scrupoli, interessato solo alla propria attività, che non ci ha pensato su due volte nel dare il benservito ai dipendenti senza alcuna garanzia per il futuro.

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C’è anche un altro comportamento che ha acuito la disistima del pubblico verso lo chef. Nelle email di licenziamento, pare che abbia assicurato agli ormai ex lavoratori il pagamento degli emolumenti fino al 17 aprile, invitandoli al contempo a presentare ricorso qualora non fossero stati soddisfatti. I fan, quando sono venuti a conoscenza di questo retroscena, hanno ulteriormente attaccato il cuoco inglese, dicendo che si è trattato di un ulteriore schiaffo morale dato agli ex dipendenti, i quali non potranno mai vincere una causa giudiziaria perché la sua è stata una decisione presa in seguito all’emanazione di un decreto del governo nel bel mezzo di una pandemia.

Gordon Ramsay: programmi Tv a rischio.

Questa situazione, in un futuro nemmeno troppo lontano, potrebbe ritorcersi contro Gordon Ramsay. Sembra, infatti, che siccome ormai risulta inviso ad un’ampia fetta di pubblico, diversi sponsor possano ritirare la collaborazione con lui, così come i contratti televisivi con alcuni programmi potrebbero essere annullati. Insomma, non solo l’operazione-simpatia non ha avuto alcun riscontro positivo, ma l’immagine dello chef britannico ad oggi appare compromessa come non mai agli occhi dell’opinione pubblica.

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