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Vini e Distillati del medioevo: dall’acqua vite ai vini

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ACQUAVITE – Acqua vitae


Nel Medioevo si assiste allo sviluppo delle tecniche di distillazione e, di conseguenza, alla diffusione dei distillati in Europa e in Italia.

Secondo gli scritti del medico arabo Rhazi, già nel IX sec. si praticava nei paesi arabi la distillazione, tecnica scoperta dal chimico Gabir Abu Musa Ga’far ibn Hayyan al Sufi.

In Europa e in Italia viene importata dai reduci delle Crociate. Un esemplare di alambicco dovrebbe essere stato conquistato dai cavalieri templari ai Saraceni in Terrasanta. Con la decadenza del Califfato d’Occidente, la letteratura europea dell’epoca attribuisce la scoperta dell’alcool derivante dalla distillazione ad Arnaldo da Villanova, grande medico, alchimista e astrologo che visse a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, il qual chiamò il liquore ottenuto dalla distillazione “eau de vie”, in latino “aqua vitae”.

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Quest’ultimo, a prescindere dalla paternità della tecnica, ebbe sicuramente il merito di diffondere il metodo di distillazione del vino in Europa. Il suo allievo fu Raimonde Lulle, frate, medico e filosofo catalano, il quale sosteneva che l’acquavite fosse un dono mandato da Dio per rinnovare l’umanità ormai decrepita. Lulle riuscì a distillare molte essenze e le chiamò “Al Iksir” che in arabo significava “essenza”, da cui deriva l’italiano “elisir”.

HYPOCRAS – Vino aromatizzato alla cannella
Nel Medioevo la cannella veniva impiegata non solo come ingrediente in ottimi stufati o nelle salse aromatiche, ma anche aggiunta al vino per preparare il famoso Hypocras.

Molte fonti attribuiscono la ricetta a Ippocrate (460 a.C.), famoso medico greco e fondatore della medicina antica, il quale lasciò macerare nel vino greco, forte e dolciastro, dei fiori di dittamo e d’artemisia.

Altre fonti, invece, stabiliscono una discendenza dei romani, che copiarono la ricetta dai greci e aggiunsero al vino il timo, il rosmarino, mirto e altri aromi. Con il passare del tempo, nel Medioevo, grazie ai commerci nel Mediterraneo e alla consequenziale diffusione delle spezie, il vino verrà arricchito con cardamomo, cannella, chiodi di garofano.

Uno dei primi riferimenti all’Hypocras medievale lo troviamo nel trattato di Guillame Tirel detto Taillevent, cuoco di corte di Filippo VI e Carlo di Francia, del 1381. A servirsene saranno soprattutto gli italiani e i francesi, molto poco gli inglesi, anche se questi ultimi non rimarranno estranei di fronte ai lucrosi guadagni dei traffici e dell’impiego della cannella nell’epoca.

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