Il rum presto potrebbe subentrare al whisky come bevanda alcolica più venduta al mondo

Le vendite globali di alcolici stanno evidenziando un trend che per il settore può essere definito rivoluzionario. Infatti, mentre le vendite del whisky in questi ultimi mesi sono andate incontro ad una significativa frenata; di contro si segnala una costante ascesa del rum che per la prima volta nella storia potrebbe superare uno dei liquori più stimati e apprezzati al mondo. Sembra, infatti, che la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, unita all’aumento al 25% sancito da Donald Trump delle quote da versare per l’importazione del whisky scozzese, stiano pesantemente danneggiando le attività commerciali legate a questo storico alcolico.

Ovviamente al momento non è ancora il caso di lanciare un vero e proprio allarme, eppure è inconfutabile che, dopo circa dieci anni di continua crescita sul mercato, nel giro di pochi mesi le richieste di whisky da tutto il mondo abbiano subito un vero e proprio rallentamento. Al contempo, gli addetti ai lavori e gli esperti del settore hanno riscontrato un’impennata d’interesse verso il rum. The Whisky Exchange, uno dei maggiori rivenditori di sostanze alcoliche sul web, ha riportato che in appena tre mesi c’è stato un incremento del 165% di vendite di rum a privati, mentre la percentuale della domanda da parte di operatori commerciali come bar e ristoranti è salita al 62%.

Il mercato globale premia il rum.

Questa scalata del rum sarebbe legata anche ad una maggiore campagna d’informazione avviata negli ultimi tempi, che starebbe permettendo ai consumatori di conoscere meglio le caratteristiche del liquore, sfatando allo stesso tempo luoghi comuni e falsi miti. Treasury Wine Estates (TWE) ha dichiarato che la commercializzazione della bevanda alcolica è migliorata dopo aver diffuso una nuova classificazione che permette ai clienti di scegliere tra una vasta gamma di almeno 500 bottiglie di qualità e peculiarità differenti.

Inoltre, per venire incontro ai potenziali acquirenti meno esperti, è stato chiarito che ci possono essere diversi gusti e aromi di rum: da quelli leggeri ed erbacei, passando per i tropicali e fruttati. Quest’ulteriore elemento di conoscenza ha accentuato l’interesse verso un liquore che, soprattutto rispetto al whisky, veniva erroneamente considerato di seconda categoria, se non qualitativamente modesto.

Tutti vogliono il rum: la crisi del whisky

I progetti informativi hanno consentito al rum di liberarsi di una serie di leggende metropolitane che, negli anni, ne avevano ostacolato il successo sul mercato. Ad esempio questo liquore era considerato da tutti come troppo zuccherino, adatto esclusivamente per preparare cocktail o in cucina per alcuni dolci. Invece la sua preparazione segue regole ben precise che prevedono anche una classificazione in varie categorie e qualità.

Forbes ha riportato alcune dichiarazioni piuttosto significative di Sukhinder Singh, co-fondatore di The Whisky Exchange, il quale ha spiegato in quali termini è avvenuta l’apertura dell’azienda al rum. Innanzitutto ha ricordato che in questi anni l’Unione Europea sta analizzando il quantitativo ideale che deve contenere l’alcolico, aggiungendo che entro i prossimi cinque anni potrebbe essere ulteriormente ridotto. In un secondo momento ha rivelato che la classificazione introdotta dalla sua piattaforma guarda soprattutto in ottica futura, con l’obiettivo di avere per il 2024-2025 dei consumatori ben informati su tutte le categorie esistenti del distillato.

L’Organic Wine Report (IWSR) ha stilato un rapporto che dimostra come le qualità premium di rum stiano conquistando gradualmente il mercato, andando ad insidiare lo storico primato del whisky. Ad esempio, è stato appurato che nel 2017 le vendite di premium si sono incrementate del 5,1%, mentre quelle di super-premium sono arrivate addirittura al 17,6%. Quest’anno si stanno dimostrando particolarmente interessati a questo liquore gli acquirenti di Francia e Regno Unito, e in special modo in terra transalpina il mercato ha avuto un’impennata del 28% rispetto al 2018.

La nuova classificazione del rum per i consumatori.

Dunque, tenendo conto di questi dati, è ormai sotto gli occhi di tutti la riscoperta del rum che, invece, per diversi anni era rimasto nell’ombra a tutto vantaggio di whisky e gin. Il primo è sempre stato protagonista del mercato secondario e delle aste, mentre il secondo ha dominato soprattutto nei bar più prestigiosi del mondo. Invece con l’attività di informazione avviata da alcune aziende (senza dimenticare le difficoltà legate alla guerra dei dazi e all’aumento della tariffazione introdotto da Trump negli States) adesso il rum sta guadagnando rapidamente terreno.

Whisky: come avviene la rivoluzionaria lavorazione in Israele

Ovviamente, il crescente appeal di questo liquore e i maggiori investimenti da parte di aziende produttrici ed esercenti commerciali, stanno favorendo anche il mercato del collezionismo. Non a caso, in questi ultimi tempi si stanno realizzando alcune bottiglie esclusive e in edizione limitata di categorie premium proprio per gli appassionati che vogliono tenere con sé dei veri e propri pezzi pregiati di rum.

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